Sono entrato per caso. Anche se niente succede per caso. Stavo pensando (pensiero, movimento, forza) ad una persona cara, e....eccomi qua sperando di trovare tante persone, come me, come noi, come tutti.


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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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arcobaleno


giovedì, maggio 15, 2008



RAGGIUNGERE LA META



La mia vita è sempre stata un inseguire, un ricercare, un voler cambiare


un non accontentarsi mai.


E' sempre stata proiettata al futuro, al domani, all'arrivo.


E quando arrivavo, non me ne accorgevo, perchè la vetta si allontanava sempre più.


Così non ho mai apprezzato, non dico il percorso, ma nemmeno la partenza.


Solo quand'ero bambino piccolo, vivevo profondamente e veramente.


La vita dei bimbi è solo scoperta, non ricerca, non ambizione, non bramosia,


ma solo scoperta e tutto  gioia, anche un granello di sabbia, purchè nuovo.


Oggi sorrido, al pensiero di questa mia costante ricerca che, alla fine tutti noi


dobbiamo prima o poi, in questa o altre dimensioni, necessariamente percorrere.


Le varie vite di ognuno di noi, non sono altro che fasi necessarie, tutto qua.


Se si arriva a "comprendere" questo, il senso di "colpa", di "errato", di "insufficiente",


di "male", perde ogni importanza, ogni significato.


Rimane la comprensione di tutto ciò. Questo si, rimane ed è questo, secondo me,


lo scopo delle ns vite: comprendere! Non evolvere, perchè non siamo diretti da


nessuna parte, in nessun luogo.


Siamo già dove dobbiamo essere; siamo nella Realtà Indifferenziata, Eternamente


Presente. Ma dobbiamo comprendere per poterla percepire e assimilarci in essa.


Ognuno di noi pensa ed agisce secondo il suo sentire, ed è inutile cercare di dimostrare


che è migliore chi ricerca ed agisce rispetto a chi si accontenta e rimane fermo.


Io, dopo una vita ad inseguire i fantasmi della mente, ho forse "intuito" ciò che noi


dobbiamo unicamente fare : COMPRENDERE.


Cercare di comprendere perchè siamo così, perchè pensiamo ed agiamo esattamente


così. Nulla di più. Senza colpevolizzarci, senza deprimerci, senza torturarci vivendo


di ambizioni e di rimpianti.


E secondo il ns vero sentire, VIVERE PROFONDAMENTE ogni minima sfumatura del


presente.


Non dobbiamo prosciugare mille zampilli d'acqua, ma placare la ns sete di comprensione,


curando e amando la ns unica sorgente (piccola o grande non importa), rinforzandone


gli argini, esplorandone il fondo, avendo cura di tenerla collegata alla falda più ricca,


specchiandosi nella superficie, sapendo quanto Vera ed Esclusiva sia.


Io credo che questo sia lo scopo, sia raggiungere la mèta, sia comprensione.


Questa logica sopporta e conforta la mia mente.



Gianluca




postato da leonatopo alle 12:20 commenti (5)

sabato, maggio 10, 2008










Rino Gaetano

Ma Il Cielo È Sempre Più Blu

 


Chi vive in baracca, chi suda il salario 

chi ama l'amore e i sogni di gloria 

chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria 

Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio 

chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo 

chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno 

Chi ama la zia chi va a Porta Pia 

chi trova scontato, chi come ha trovato 

na na na na na na na na na 

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 

ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 

Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 

chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano 

chi fa il contadino, chi spazza i cortili 

chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia 

na na na na na na na na na 

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 

ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 

Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca 

chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori 

chi legge la mano, chi regna sovrano 

chi suda, chi lotta, chi mangia una volta 

chi gli manca la casa, chi vive da solo 

chi prende assai poco, chi gioca col fuoco 

chi vive in Calabria, chi vive d'amore 

chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta 

chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro 

na na na na na na na na na 

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 

ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 

ma il cielo è sempre più blu 

Chi è assicurato, chi è stato multato 

chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia 

chi è morto di invidia o di gelosia 

chi ha torto o ragione,chi è Napoleone 

chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto 

chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri 

chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto 

chi mangia una volta,chi vuole l'aumento 

chi cambia la barca felice e contento 

chi come ha trovato,chi tutto sommato 

chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 

chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo 

chi è stato multato, chi odia i terroni 

chi canta Prévert, chi copia Baglioni 

chi fa il contadino, chi ha fatto la spia 

chi è morto d'invidia o di gelosia 

chi legge la mano, chi vende amuleti 

chi scrive poesie, chi tira le reti 

chi mangia patate, chi beve un bicchiere 

chi solo ogni tanto, chi tutte le sere 

na na na na na na na na na 

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 

ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..



postato da leonatopo alle 11:07 commenti (1)

martedì, maggio 06, 2008





SE MUOIONO LE API




 







LIVORNO   «Se l´ape scomparisse dalla faccia della terra - diceva Albert Einstein - all´uomo non resterebbero che quattro anni di vita», una profezia che si tinge di inquietudine, visto che la moria delle api è diventata un problema mondiale, che riguarda da vicino l'agricoltura e la biodiversità, per l'indispensabile opera di impollinazione svolta da questi insetti. Il fenomeno è presente anche in Italia, uno dei maggiori produttori di miele di qualità del Pianeta, dove lo scorso anno sarebbero morte tra il 30 e il 50% delle popolazioni degli alveari, una cifra da estendere anche al resto dell'apicoltura europea. Negli Usa la situazione è ancora più drammatica ed è stato coniato un acronimo apposta per definirla:Ccd (Colony Collapse Disorder), in alcuni territori dell'America gli alveari sono stati devastati, con mortalità del 60 70%.



 



Per discutere di questa emergenza planetaria pressoché sconosciuta al grande pubblico che consuma miele a colazione (magari quello adulterato cinese, che di api non ne ha bisogno), l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Apat) ha organizzato oggi a Roma il workshop "Sindrome dello spopolamento degli alveari in Italia: approccio multidisciplinare alla individuazione delle cause e delle strategie di contenimento", al quale sono intervenuti i massimi esperti italiani di apicoltura. L'Apat spiega che l'incontro «è servito soprattutto alla promozione della ricerca sul fenomeno e le sue cause, visto che sul tema esistono ancora pochi studi attendibili; l'Apat ha proposto anche la realizzazione di un Focal Point, per raccogliere e condividere i dati, oltre che promuovere e coordinare le attività volte alla conoscenza e al contenimento del problema. Si è parlato in particolare della situazione italiana, con un confronto tra ricercatori e rappresentanti delle associazioni di categoria e della pubblica amministrazione, alla ricerca di soluzioni condivise: tra le azioni prioritarie che si vogliono intraprendere, il monitoraggio del territorio per avere una stima attendibile della perdita di api in termini quali-quantitativi, la promozione della ricerca sulle malattie e i fattori ambientali che causano la perdita delle colonie, nonché la definizione di criteri affidabili per prevenire ulteriori morie».



Tra le ipotesi fatte, oltre alle virosi e alle parassitosi tipiche delle api, come la varroa, spesso frutto di introduzioni di specie alloctone e cattiva gestione degli alveari, ci sono il probabile disturbo causato dagli impulsi elettromagnetici sempre più onnipresenti e alcuni studi hanno fatto rilevare un forte impatto delle colture Ogm su questi insetti impollinatori. Ma l'Apat lancia l'allarme sulla presenza di un nuovo nemico delle api da non sottovalutare: «il ruolo del clima, perché un suo andamento irregolare può interrompere il flusso normale di nutrienti che sono necessari alle api per la loro crescita e sviluppo, indebolendo le difese dell'alveare; occorre quindi essere pronti ad intervenire con idonee integrazioni alimentari che sostituiscano il nettare e il polline raccolti dalle api».



Comunque e qualunque siano le cause, l'Apat spiega che «Le conseguenze non si limitano alla strage di insetti, con grave perdita di quella biodiversità la cui conservazione è sempre più fondamentale, ma possono ripercuotersi pesantemente su tutta l'agricoltura italiana, per l'insufficiente impollinazione delle piante, che può portare a una forte riduzione del raccolto. In Italia è stato calcolato che l'apporto economico dell'attività delle api al comparto agricolo è di circa 1600 milioni di euro l'anno (pari a 1240 euro per alveare). Considerato che nel 2007 sono stati perduti circa 200mila alveari, si evince che la perdita economica per mancata impollinazione si è aggirata sui 250 milioni di euro. Il problema è maggiormente sentito nel Nord del Paese, dove si sono persi fino alla metà degli alveari; danni pesanti anche al Centro, mentre le cose sembrano andare meglio nel Mezzogiorno».



In relazione alle dichiarazioni di APAT relative al nesso tra l'utilizzo di agrofarmaci e la moria delle api, Agrofarma - Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica - desidera precisare che «le cause della moria delle api sono molteplici, tra le quali rientrano ad esempio la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali virus e Nosema, i cambiamenti climatici, l'inquinamento elettromagnetico. Tra queste concause l'impiego di agrofarmaci è solo un'ipotesi tra le altre».



Al momento non esistono evidenze scientifiche, spiega Agrofarma «che dimostrino un nesso di causa effetto tra l'impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari. Anzi, secondo due importanti studi non esiste alcun legame tra agrofarmaci e moria di api. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i residui di agrofarmaci eventualmente presenti nel nettare e nel polline sono normalmente inferiori ai 5 ppb (5 parti per miliardo) mentre gli effetti letali per le api sono possibili solo per quantità ben al di sopra di questa soglia».



 



Agrofarma ricorda infine lo sforzo costante nella promozione dell'uso consapevole e corretto dell'agrofarmaco, al quale si aggiungono gli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo per la produzione di agrofarmaci sempre più evoluti e compatibili con l'ambiente."









.....facciamo qualcosa, amici, finchè siamo in tempo,



dai, con il sorriso e con le mani strette.



Dai.



Gianluca



 


postato da leonatopo alle 09:39 commenti (1)

sabato, maggio 03, 2008





                                                            QUANDO




Quando riesci a Sentire un'immagine come questa,




quando la Vivi, quando la Respiri, quando tu SEI quell'immagine




allora




ditemi




quanto inutile è il tutto che ci siamo costruiti esteriormente?




E' talmente facile Essere l'erba, Essere la montagna,




Essere l'aria,




ESSERE.....







Arcobaleno


(un'alba sulle dolomiti venete)



postato da leonatopo alle 09:19 commenti (5)

venerdì, maggio 02, 2008



Ma davvero i grillini avevano creduto che il "povero" Beppe,  loro nuovo


condottiero e paladino della giustizia, fosse quasi sull'orlo del lastrico con


sei figli (tutti a carico) da mantenere, bisognoso e quasi indigente da rimetterci


pure 80.000= euro per il V-day?


Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto ingenui siamo e quanto semplice


sia raggirarci, radunarci e farci gridare qualsiasi cosa.


Siamo davvero straordinari.


Da quando Grillo ha iniziato la sua protesta, urlando sacrosanti argomenti,


mi sono chiesto come mai proprio adesso aveva iniziato.


Le cose che lui sputa in faccia, più o meno le sanno già tutti; ora io mi sono


chiesto, perchè adesso. A che pro?


Tanto nessuno di noi, cari amici, si muove senza una scopo preciso, senza


comunque non pensare prima a se stesso. E sapete perchè?


Perchè ci sono i soldini, i money, l'argent, chiamiamoli come vogliamo


ma sempre lì andiamo a finire.


I soldi, il potere, l'ambizione, la prevaricazione.


Ieri sera ho visto AnnoZero; Santoro, Travaglio, Sgarbi, la Borromeo e tanti


altri. Parlano, parlano, si insultano, scrivono, gridano, piangono, ridono


da anni, amici, da anni fanno sempre le stesse cose. Come Milena Gabanelli


e il suo Report, di cui ho già scritto in un post precedente.


E, piccolo particolare, si arricchiscono, sempre di più, ogni anno in più.


E c'è la gente comune che non arriva a fine mese, anche noi stessi abbiamo


sempre meno e facciamo sempre più fatica. Abito in una cittadina piccola,


ma non troppo. Stamane sono entrato in un supermercato tedesco, come


faccio da tempo; qualche anno fa dentro c'erano solo immigrati, cinesi,


neri, romeni. Stamane oltre a me, ce n'erano tre, quattro che conosco, che


quasi volevano evitare di farsi riconoscere, gente che sta bene, ma che gli sta


meglio risparmiare 30, 40 euro sulla spesa degli alimentari.


E non è ancora finita. Al telegiornale hanno fatto rivedere i tempi dell'austerity,


che ricordo benissimo. Tanto per dirci "occhio, preparatevi".


Da un anno ho rinunciato alla macchina aziendale perchè assicurazione e gasolio sono


spese inutili per uno che può andare al lavoro a piedi o in bicicletta, anche in inverno.


E così via.


I soldi e tutto ciò che rappresentano, sono la ns distruzione, senza tanto scomodare


dei o madonne o volontà maligne.


E qui al nord, gli operai hanno votato lega, vi rendete conto?


Azzerato la sinistra, non esiste più. E quanta gente è morta per principi di libertà,


di uguaglianza, di rispetto.


E c'è chi pensa di cambiare, andando a votare?


Cambiamo noi, amici, dentro, ognuno di noi, iniziamo a rinunciare a ciò che ci


è superfluo e imposto come necessità.


Prossimo passo? Butto via il cellulare, lo pesto sotto i piedi e vivo lo stesso,


anzi meglio, con meno pericoli di onde devastanti al cervello.


Se non avessi figli, ci sarebbe da ridere.


Ma quanti piangeremo lacrime amare se non ci rendiamo conto


di quanti ingenui e folli siamo.



Gianluca



postato da leonatopo alle 16:35 commenti

mercoledì, aprile 30, 2008



......come una cattedrale di cristallo.....



"Mi piace dirti una cosa, l'ultima:


non confondere il pensiero, con quel SENTIRE che,


mentre si attua,


è UNICO e INCONFONDIBILE nell'Universo.




Quel Sentire arriva all'Assoluto, anzi lo trascende."



Arcobaleno



postato da leonatopo alle 14:52 commenti (2)

martedì, aprile 29, 2008


NON FACCIAMOCI INGANNARE



Amici, a breve, inizierà (anzi è già iniziata) una falsa campagna


di propaganda sulla scarsità delle riserve mondiali di grano.


E' tutta una messinscena per imporre la "necessità" alla produzione


e alla distribuzione degli OGM, organismi geneticamente modificati.


Tali manipolazioni, messe in atto solo per l'arricchimento di pochi sulla


salute di noi tutti, fanno male sicuramente al ns organismo, anche se


mancano prove certe sugli effetti causati all'uomo.


Non lasciamoci ingannare, coltiviamo noi stessi, dove possibile le


principali risorse; consumiamo meno, risparmiamo sui cibi. Che significa


solo, almeno per noi che viviamo qui, rinunciare agli eccessi, agli sprechi


agli esuberi. Valorizziamo fino in fondo e apprezziamo ciò che abbiamo ora,


di sano e naturale e perpetuiamo gli insegnamenti dei nostri avi, che vivevano


in simbiosi con la terra.


Non lasciamoci ingannare significa FERMIAMOCI, e serenamente invertiamo


la rotta che qualcuno, solo per il denaro, ci impone devastando la ns vita e


quella dei ns figli.


E soprattutto, stiamo INSIEME, noi tutti che condividiamo questo.


Chi può, lasci a casa la macchina e vada a lavorare a piedi, in bicicletta o con i


tram elettrici.


Quando ci incontriamo, stiamo INSIEME, diffondiamo queste semplici e civili


regole, perchè queste sono il primo passo, ma vitale per tutti noi.


Tutto dipende da noi, INSIEME.


Non lasciamoci ingannare.



Gianluca




postato da leonatopo alle 18:33 commenti

lunedì, aprile 28, 2008


LA SCIENZA PROVA A SPIEGARE CIO' CHE E'




Le testimonianze relative a situazioni nelle quali il paziente, clinicamente considerato morto, è poi sopravvissuto e ha raccontato di essersi trovato in un mondo di luce, sono molte (migliaia) e sono state rese note anche in testi editi in varie lingue, compreso l'italiano.

Singolare è invece l'esperimento condotto da alcuni scienziati russi.

(da "La Stampa", in data 20 maggio 1995 - pag.6), - di Giulietto Chiesa.



"
Indagine sull'aldilà
" - San Pietroburgo (Russia)

Il cadavere è di una donna di 44 anni. L'hanno trovata impiccata undici ore prima. Ha ancora indosso un paio di mutandine rosa e una maglietta di colore stinto. Il cartellino al pollice del piede, con i pochi dati essenziali, una larga ecchimosi attorno al collo. Un tanfo orrendo ci circonda, emanante dalla centinaia e centinaia di cadaveri che aspettano l'autopsia, ammucchiati nei corridoi semibui di questo sconfinato obitorio che raccoglie i morti "per accidente".

Il professor Kostantin Korotkov apre la sua valigetta nera. Sembra una ventiquattrore, in realtà è un apparecchio portatile di rilevazione con tante luci rosse. Attacca la spina, lega un elettrodo al polso sinistro della morta, distende le dita rattrappite della mano destra, che crocchiano e resistono ai suoi tentativi, finché riesce a disporre la mano, ormai allargata, su una tavoletta metallica, l'altro elettrodo, che contiene una lastra impressionabile, collegata all'apparecchio.

Il ronzio elettrico segnala che l'esperimento è cominciato. Attorno alle dita della morta, nella penombra, si scorge nettamente un alone azzurro-viola piuttosto intenso, vibrante. È l'elettricità che lo produce ? Cos'è ? Korotkov si affaccenda con mosse calme attorno all'apparecchio.

"Tutto viene registrato qui dentro. Insieme ai dati ricavati dalle lastre impressionate, commenta, verrà inserito nei nostri computer per l'analisi statistica. Anche su questo cadavere effettueremo rilevazioni ogni 2 ore, per 5 giorni, poi dovremo restituirlo. Oltre non possiamo andare, per adesso. L'ostacolo è giuridico-legale".

Tutto quello che vediamo ha l'apparenza, e la sostanza, di un normale esperimento di laboratorio.

Eppure qui, a San Pietroburgo, i ricercatori dell'Università Tecnica stanno cercando di rispondere a una domanda antica come l'umanità: resta qualcosa di noi dopo la morte ? "Le religioni , in tutti i tempi, hanno sempre risposto di sì - dice Korotkov -. È logico. Esse esistono proprio perché l'uomo ha sempre penato o sperato, di essere in qualche modo immortale.  La scienza si è dovuta fermare al limitare dell'ultimo respiro, semplicemente perché non c'era modo di andare oltre con prove sperimentali. I nostri esperimenti dicono che, invece, si può andare oltre. Ci troviamo sulla spiaggia di una terra inesplorata, che si delinea sterminata, e dove un giorno troveremo risposte che potrebbero mutare l'intera nostra percezione del mondo
".

Le labbra screpolate del cadavere sono semiaperte, immobili come un attimo fa. Gli occhi, segnati da una riga di trucco ormai disfatta, restano chiusi.

Eppure questo corpo incontestabilmente senza vita "emette" ancora qualcosa. "Si, insiste Korotkov, possiamo affermare, dopo due anni di ricerche, di aver ottenuto l'evidenza sperimentale dell'attività del corpo umano almeno per alcuni giorni dopo la morte. È qualcosa che sembra contraddire tutto quanto si sapeva sino ad oggi, e cioè che tutte le attività fisiologiche dell'organismo si spengono rapidamente dopo la morte clinica e vanno a zero in un determinato, breve, periodo di tempo".

Le domande si affollano, la tentazione di sconfinare dal solido terreno sperimentale nella sterminata serie di ipotesi, estrapolazioni, teorie, si fa irresistibile. "
Qui il confine tra scienza e esoterismo diventa sottile, ma dobbiamo resistere alla tentazione, che io stesso provo, di lanciarsi

nell'ignoto
".

Chi commenta così è Ghennadij Nikolaevic Dulnev, il direttore del "Centro di Tecnologia enegetico-informativa" di cui il programma di Korotkov è soltanto una parte.

Il centro di Dulnev si occupa della registrazione obbiettiva, della verifica, reperibilità, utilizzazione pratica di una larga serie di fenomeni "paranormali", come telepatia e telecinesi.

Si era partiti dalla ricerca diagnostica. Si suppone da tempo che il corpo umano "emetta" un campo, (CEI) per ora sconosciuto, contenente una vasta quantità d'informazioni sullo stato dell'individuo, sulle sue caratteristiche biologiche, psichiche, ereditarie, e quindi anche sul suo stato di salute.

Attraverso l'uso sistematico dello "effetto Kirlian" sui pazienti, si è scoperto che il campo emesso dall'individuo contiene effettivamente dati che possono aiutare a comporre un ritratto completo, per

esempio, dello stato degli organi interni.

Già, ma che c'entra il cadavere ?

Korotkov e il suo gruppo, due anni fa, pensarono di provare a vedere cosa succedeva sottoponendo un cadavere alla stessa analisi. Lo scopo era piuttosto semplice: "Volevamo osservare - spiega Korotkov, che è un fisico e non un medico - in quali tempi si affievolisce e scompare, dopo la morte, il campo energetico-informativo che circonda l'individuo". E qui è arrivata la sorpresa.

Una sorpresa sconvolgente. Il "campo" non scompare. Non solo, a quanto sembra l' "emissione", tra l'altro, ha un rapporto con le "modalità della morte". Per esempio: i defunti per vecchiaia fanno registrare un graduale indebolimento del "segnale" nelle prime 48 ore dopo il decesso.

Ma esso si stabilizza e permane, seppure debole, anche oltre. Altro esempio: i decessi per incidente o per cause improvvise. In questo caso si registra un brusco aumento del "segnale" nelle prime venti ore, seguito da un'altrettanta brusca caduta, fino a un livello stabile e debole. Il terzo esempio è il più inquietante. Riguarda i decessi in condizioni di acuta sofferenza, in seguito ad assassinio, violenze fisiche. Qui l'emissione post mortem ha un andamento irregolare che si prolunga per l'intero periodo di osservazione (finora per i cinque giorni successivi alla morte) e non registra alcuna stabilizzazione (esplosioni d'intensità cui fanno seguito cadute improvvise).

In particolare i suicidi mostrano un andamento delle emissioni talmente convulso da poter essere distinto da tutte le altre cause di morte.

"La criminalistica, dice Korotkov, può usare questi risultati per stabilire senza margine di errore se il defunto è stato ucciso o si è ucciso". Ma questo è un semplice dettaglio pratico. Balza agli occhi una serie di immediate conseguenze. Il corpo del defunto "trasmette" informazioni che "ricordano" gli ultimi istanti della vita. Come è possibile ? e questa informazione persiste indipendentemente

dall'allontanarsi dal momento della morte. Ma perché le osservazioni si sono fermate al quinto giorno ? "Per ragioni legali, risponde Korotkov, i corpi che ci vengono dati in osservazione debbono essere restituiti all'autorità giudiziaria. Certo vorremmo andare oltre, fino al nono o la quarantesimo, per vedere cosa succede". E perché questi due intervalli ? "Perché siamo convinti che le credenze religiose di molti popoli abbiano a che fare con quel che stiamo studiando".

Siamo vicini alla scoperta di qualcosa di simile all' "anima" ? Ciascuno la chiami come vuole.

"Il nostro linguaggio risente della nostra cultura attuale e delle nostre tradizioni, commenta Dulnev, ma io penso che dobbiamo cominciare a pensare che il nostro mondo è molto più complesso di quanto crediamo. Noi viviamo oggi nello spazio-tempo-materia. Non basta per spiegare fenomeni come quelli di cui stiamo parlando. Bisogna supporre l'esistenza di un'altra dimensione, di un campo informativo, dove le trasmissioni avvengono a velocità superiore a quella della luce".

"
Sono ipotesi, continua Korotkov, ma noi pensiamo che i guaritori (e, in linea di principio, ogni individuo) siano come degli apparecchi ricetrasmittenti imperfetti, che riescono a sintonizzarsi più o meno bene con questo campo. Questo spiegherebbe perché i risultati dei singoli esperimenti possono essere contraddittori. Ma sul piano statistico, una volta raggiunta una sufficiente quantità di dati, questa contraddittorietà scompare. Gli esperimenti condotti nella ricerca di persone scomparse, ad esempio mostrando ai guaritori una semplice fotografia, permettono di fissare un esito positivo nell'85 per cento dei casi. Il margine di errore è straordinariamente basso.

È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a entrare in contatto con un patrimonio d'informazione comune, estraendone dati. I defunti lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo

È come se determinate persone, particolarmente dotate e allenate, riuscissero a entrare in contatto con un patrimonio d'informazione comune, estraendone dati. I defunti lascerebbero attorno a noi, da qualche parte, qualcosa del loro patrimonio informativo
".

I limiti sperimentali attuali sono evidenti. Con queste apparecchiature si può registrare l'emissione soltanto finché il corpo esiste, cioè esistono le dita. A decomposizione avvenuta, o dopo la cremazione, lo strumento non funziona e bisognerà inventare altri sistemi di rilevazione.

Ma il professor Dulnev non dispera. La ricerca prosegue in parallelo. Sui computer c'è già una cospicua serie di rilevazioni sull'esistenza del campo. "I nostri esperimenti dimostrano senz'ombra di dubbio, ad esempio, che la telepatia è una realtà", dice Dulnev mostrando decine di episodi sperimentali di trasmissione telepatica provocata in laboratorio. E non si tratta di trasmissione elettromagnetica, ma di "qualcos'altro". Cosa ? Dulnev allarga le braccia".

"Le nostre apparecchiature misurano massa, energia, impulsi, non questo campo. Ma ora sappiamo che possiamo entrare in contatto con esso, rilevarne l'esistenza e captare una microscopica parte dell'informazione che esso contiene o rappresenta. Attorno a noi c'è un'altra realtà che finora abbiamo considerato supernaturale, soprannaturale. Forse lo è, forse non lo è. Ma c'è"


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>



L'anima esiste e sopravvive alla morte cerebrale affermano due medici inglesi:



Pazienti colpiti da arresto cardiaco hanno raccontato di luci, sensazioni di gioia e ingresso in un altro mondo. Corriere della sera 23-10-2000



LONDRA - Una mente indipendente dal cervello e una coscienza, o anima, che vive dopo la morte cerebrale. In pratica, l'esistenza dell'anima provata scientificamente, visto che ad avanzare l'affascinante ipotesi sono due medici, Peter Fenwick, neuropsichiatra londinese, e Sam Parnia, ricercatore clinico all'ospedale di Southampton e che la ricerca sarà pubblicata dalla rivista medica Resuscitation.

Per un anno i due hanno studiato 63 casi di pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. 

Di questi, 56 non avevano memoria del tempo in cui erano rimasti privi di conoscenza. Ma quattro dei sette che hanno dichiarato di ricordare qualcosa hanno superato la scala Grayson, che valuta le esperienze di "quasi morte". 

I quattro hanno parlato di sensazioni di pace e gioia, tempo accelerato, perdita di percezione del corpo, di una luce brillante e dell'ingresso in un altro mondo. Esperienze che per gli scienziati non potrebbero spiegarsi con un collasso delle funzioni cerebrali causato da mancanza di ossigeno o con combinazioni di medicinali (che in casi del genere sono uguali per tutti).

"Queste persone erano in una condizione in cui il cervello non avrebbe dovuto essere in grado di sostenere processi lucidi o consentire di avere ricordi duraturi", ha dichiarato Parnia al Sunday Telegraph. 

A meno che il cervello non sia l' intermediario di una mente indipendente.

(fonte: MysteryMail 25 Ottobre 2000)

Secondo due eminenti medici britannici l'anima esisterebbe. Peter Fenwick, neuropsichiatra all'Istituto di neuropsichiatria di Londra e Sam Parnia, ricercatore clinico presso l'ospedale di Southampton, in seguito ad analisi strettamente scientifiche, hanno ipotizzato che la mente sia indipendente dal cervello e che l'anima continui a vivere dopo la morte cerebrale. Gli studiosi si sono basati sulle testimonianze dei malati che hanno raccontato di aver provato un senso di pace e di gioia in una "condizione in cui il cervello non avrebbe dovuto essere in grado di sostenere processi lucidi o consentire loro di avere ricordi duraturi". In seguito a uno studio condotto al General Hospital di Southampton gli studiosi hanno intervistato 63 pazienti sopravvissuti all'arresto cardiaco. 

Fra questi, 4 persone avrebbero superato la c.d. scala Grayson, criterio medico per valutare le esperienze di "quasi morte" e ognuno di loro avrebbe avvertito sensazioni di pace eterna, di smarrimento della percezione fisica, di ingresso in un altro mondo.

Secondo Parnia "ciò potrebbe fornire una risposta alla domanda se la mente o la coscienza siano prodotte dal cervello, o se il cervello non sia invece una specie di intermediario della mente, la quale esiste indipendentemente". 

Fenwick e Parnia hanno escluso che l'esperienza possa spiegarsi con un collasso delle funzioni celebrali causato da mancanza di ossigeno. Con l'analisi delle cartelle cliniche è stata altresì esclusa la possibilità che l'accaduto sia riconducibile a combinazioni di medicinali dato che le tecniche di rianimazione praticate in ospedale sono uguali per ogni paziente.



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giovedì, aprile 24, 2008



UN GENIO DIMENTICATO


 


A volte nascono questi geni, uomini che riescono a


realizzare ciò che il loro cervello, la loro logica porta a


imprese impossibili, a sovvertire le "leggi", a sconvolgere


completamente. E lasciano all'umanità ricchezze inestimabili.


E spesso, questi Assoluti, muoiono soli, abbandonati e poi


dimenticati o, se accennati, sminuiti o relegati a comparse.


Amici miei, sappiamoli riconoscere sempre, i geni ci sono


e camminano tra di noi.


Gianluca


****************************************************************


 


« Il progressivo sviluppo dell'uomo dipende dalle invenzioni. Esse sono il risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. Lo scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente sul mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare le forze della natura così da soddisfare le esigenze umane. »


 


 


 


Nikola Tesla è considerato uno dei geni dimenticati del XX secolo, fu senza dubbio uno scienziato eccezionale dal carattere eccentrico, ma con un ingegno fuori dal normale rifiutò per ben due volte il premio Nobel per la fisica (1912-15) poiché per lui non contava affatto il successo e il suo interesse personale. Gli sono attribuite l’invenzione del motore in corrente alternata, l’alternatore, la trasmissione delle onde radio (nel 1943 la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe che Tesla aveva per primo inventato la trasmissione di onde radio. Si riconosce però a Marconi l'invenzione della radio, perché questi per primo inviò oltreoceano un segnale in cui era contenuta un'informazione), la scoperta dei raggi cosmici, il trasporto di energia attraverso le onde elettromagnetiche e molti altri studi e scoperte. La vita e l’anormale intelligenza di Tesla sono avvolte dal mistero e dal mito, morì povero, solo e abbandonato dal mondo, portando con se alcune sensazionali teorie e scoperte sul campo energetico. Ancora oggi questo scienziato passa inosservato nonostante usiamo tutti i giorni oggetti che sfruttano i suoi principi e le sue teorie (cellulare, radio, antenne, satellitare, radar etc...).


Oltre alla lettura dei numerosi libri si consiglia la visione del film a lui dedicato: Il segreto di Nikola Tesla


 




Biografia

Nikola Tesla nasce a Smiljan in Croazia nel 1856.

Si laurea in ingegneria a Praga nel 1877 e lavora in varie industrie elettriche a Parigi e Budapest. Nel 1884 emigra in America andando a lavorare nel laboratorio di Edison.

L'anno dopo apre un proprio laboratorio che verrà assorbito, nel 1897, dalla società Westinghouse che aveva fondato da poco la Westinghouse Electrical Company. Preferì però, dopo poco tempo, lavorare per conto proprio sviluppando tutta una serie d'importanti invenzioni. Durante questi anni brevetta decine di invenzioni nel campo dell'elettromagnetismo e costruisce, parallelamente e indipendentemente da Galileo Ferraris, un motore a corrente alternata che può funzionare anche come generatore elettrico. Fra il 1880 e il 1890 progetta e realizza una centrale idroelettrica che sfrutta le cascate del Niagara, con le relative stazione di trasformazione e rete di distribuzione.


Contrariamente ad Edison che predilige la corrente continua, Tesla era sostenitore della corrente alternata e dimostrò la superiorità di tali correnti nel 1893 illuminando l'intera esposizione universale di Chicago. Anticipò di almeno due anni la telegrafia senza fili, senza però svilupparla; le moltissime invenzioni hanno fatto di lui uno dei più prolifici e geniali inventori dell'ottocento e novecento. Dopo la rottura con Edison ed essersi trasferito a Colorado Springs, vicino a Denver, cercò di realizzare una sua nuova concezione sull'elettricità: comunicare in ogni parte del mondo non usando i fili. Secondo la sua teoria, la terra stessa costituiva un conduttore naturale e poteva essere sfruttata per far viaggiare le onde elettriche inviate da un trasmettitore centrale. Tali onde sarebbero state raccolte da ricevitori posti ovunque nel pianeta.

Dato che nessuno gli volle credere, nel 1899 Tesla costruì un trasmettitore che poteva anche fungere da ricevitore, era una strana antenna, alta 60 metri che terminava con un globo di ferro. con questa struttura piazzata sopra il suo laboratorio sperava di inviare un'onda elettrica vagante per poi riprenderla. Intuendo che una singola onda avrebbe perso potenza nel trasferimento, pensò di fornire impulsi elettrici successivi, creando così un pacchetto energetico continuo di potenza crescente.

Molti sono stati i testimoni che videro accendersi 200 lampadine senza collegamento di fili elettrici a 40 Km di distanza. Un esperimento particolare con quell'antenna resterà nella storia di questa civiltà: un fulmine uscì dal globo di ferro in cima all'antenna, crebbe di dimensioni fino a diventare un globo elettrico che mandava verso il cielo lampi scoppiettanti di lunghezza almeno di 50 metri. La zona fu pervasa da rombi di tuono e l'erba assunse il colore di un verde brillante come se ci fosse fosforescenza.  Dopo tanto spettacolo anche il finanziere J.P. Morgan, fu conquistato dal genio di Tesla e investì ben 150.000 dollari nel progetto della trasmissione d'energia. Perciò Nikola Tesla si trasferì a New York e cominciò la costruzione della prima torre per le comunicazioni a Long Island: la Wardenclyffe tower.



Questo avveniva nel 1900.

Dopo tre anni annunciò un'altra delle sue scoperte: sarebbe bastato dare una potente energia ai suoi trasmettitori per trasformare la litosfera terrestre in un gigantesco portalampade. Bastava in pratica infilare un bastone metallico nel terreno, collegarlo ad un trasformatore, per avere elettricità a volontà. Tesla era dell'opinione che per generare l'energia iniziale fosse sufficiente usare impianti idroelettrici. Il punto debole di tanta invenzione stava nel fatto che se il trasmettitore avesse inviato, anziché su tutto il globo in maniera uniforme, una forte quantità d'energia in un solo punto, allora si sarebbe verificata una distruzione totale. Secondo i calcoli, con questo sistema si poteva inviare tranquillamente un'energia pari ad una bomba nucleare da 10 megatoni. Tesla non sperimentò mai la sua rivoluzionaria idea perché nel 1903 il sostenitore Morgan ritirò il finanziamento.

Questa invenzione di Tesla, conosciuta come la trasmissione d'energia elettrica senza fili, è stata in seguito applicata ma non per scopi benefici.

Da qualche anno nell'evoluzione tecnologica militare degli Stati Uniti è comparso il progetto HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project). Il Pentagono sostiene che si tratti di un innocuo esperimento, mentre ci troviamo di fronte ad un'arma che agisce sulla ionosfera con probabili sviluppi indescrivibili per gli esseri viventi. Nel 1987 il consulente dell'Atlantic Richfield Corporation (ARCO), il fisico Bernard J. Eastlund, applicò tutte le sue risorse intellettive per riprendere il brevetto di Nikola Tesla della Wardenclyffe. Il nuovo sistema è stato denominato: "Metodo ed apparecchiatura per l'alterazione di una regione dell'atmosfera, ionosfera e/o magnetosfera terrestre". In verità il metodo doveva servire ad Eastlund per scoprire vasti giacimenti di gas naturali che la compagnia petrolifera ARCO stava cercando in Alaska.

Per le sue invenzioni, realizzate quasi tutte prima dei 36 anni, Tesla riceve numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia Edison dell'American Institute of Electrical Engineers.

Trascorre l'ultima parte della sua vita come un ascetico eremita e muore a New York il 7 Gennaio 1943, in epoca di guerra pressoché dimenticato.

Tutto il suo lavoro fu dichiarato "top secret" dalla FBI, dalla Marina Militare americana e dal Vicepresidente Wallace.


Tratto da: www.ilcrocevia.net


 



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martedì, aprile 22, 2008


Petrolio a 118 dollari al barile, grano aumentato del 200%


in 8 anni.


Queste due notizie, angoscianti per il ns futuro, debbono


far scaturire in noi la scintilla della giusta reazione.


Dobbiamo fare qualcosa.

Cosa possiamo fare?


Ognuno di noi faccia ciò che i proprio ambito gli permette.


Qualsiasi cosa, anche la più piccola, ma la faccia.


Per esempio, risparmiare sulla benzina, chi può usi il


più possibile mezzi alternativi. Non seguiamo le indicazioni


del consumismo che la falsa pubblicità ci propina in continuazione.


Dobbiamo risparmiare e cercare di consumare prodotti naturali e


biologici, senza sprechi.


Noi, gente comune, che vive in città senza possibilità di coltivarsi


direttamente il cibo,dobbiamo consumare i cibi con parsimonia,


mangiare pochissima carne e fare attenzione a non gettare via i


soldi in stupidi telefonini o altra roba inutile.


Sembrano cazzate, ma non lo sono.


Noi dobbiamo fare ciò che possiamo, partendo proprio dalle


piccolissime cose, da quelle che ci coinvolgono nell'immediatezza.


Stiamo Insieme e Viviamo, quando possiamo, come un tempo.


Domenica scorsa, per esempio; una passeggiata lungo l'argine


del fiume, un luogo di ritrovo, tanti amici, bimbi, una bella giornata,


ed ecco i giochi di primavera; calcetto, ping-pong, spinte, rotoloni


sull'erba, freccette, risate, serenità...proprio come una volta.


Non crediamo non sia più possibile questo; basta volerlo, noi


domenica l'abbiamo fatto.


E' stato bello stare Insieme, davvero.


Pensiamoci, Insieme costruiremo il futuro dei ns figli.


Gianluca




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EVITARE LE FORME-PENSIERO NEGATIVE


 


Chiunque di noi comprende che il pensiero emette un'energia.


Tale energia, se mantenuta a lungo, può creare una forma-pensiero


che può essere indirizzata dal suo stesso emanatore. Naturalmente da


chi è in grado di mantenere tale Energia.


Queste forme-pensiero, se negative, sono molto dannose, anche se tendono


a scaricarsi comunque dove trovano caratteristiche affini, quindi anche sullo


stesso autore, ma anche su altri e possono creare ossessioni della stessa


natura.


E' molto importante dunque, cercare di avere sempre pensieri positivi e cercare


di superare ogni atteggiamento vittimistico.


Siamo tutti soggetti a vivere un ambiente di pensieri e forme-pensiero nostre e altrui.


E' la nostra atmosfera astrale e mentale,


così come l'aria è la nostra atmosfera fisica.

Questo non vuol dire essere soggetti a tutte queste influenze,


ma semplicemente avere la possibilità di cogliere e alimentarci


con quelle più affini alla nostra natura e, specialmente, con ciò di cui,


 in quel momento, abbiamo bisogno.



Così come la pelle e i vari anticorpi ci difendono dalle aggressioni esterne,


le quali non sono compatibili con il nostro equilibrio biologico,


così il nostro Corpo Eterico e le nostre predisposizioni astrali e mentali,


 ci salvaguardano da ogni interferenza esterna che non sia affine con l'equilibrio


 che noi stessi abbiamo instaurato.

Dunque le eventuali fatture non possono avere nessuna possibilità di colpirci


 se non per quell'aspetto che noi stessi abbiamo evidenziato come debolezza


e stiamo coltivando come esperienza.



Ancora una volta rimane valido il detto che noi e solo noi,


siamo gli artefici del nostro dolore, così come lo possiamo essere della nostra rinascita.


 E' solo un atto di volontà, la giusta forma-pensiero,


che sappia spazzare via ogni altra cristallizazione negativa


che la nostra sofferenza potrebbe aver creato nel tempo.


(Stralci da  Umberto-Cerchio Firenze77)


Gianluca



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lunedì, aprile 21, 2008



PROVIAMO



Lo so, anch'io tante volte l'ho scritto, urlato e rinfacciato.


Osservando il mondo, osservando noi stessi, sembra davvero che


tutto lasci presagire catastrofi di immani dimensioni, forse


irreparabili. Ascoltando ogni giorno e, tante volte subendoli, gli


orrori di cui siamo capaci, tendiamo a convincerci che non c'è


più nulla da fare, che siamo ormai dominati e condizionati verso


il Male più estremo.


Questo è, secondo me, profondamente sbagliato, più micidiale


di tutte le atrocità messe insieme.


Sono convinto che prima dell'azione sia fondamentale l'intenzione,


in ogni caso. Se questo può essere  condiviso, possiamo confrontarci


e comprendere il fatto che noi, umanità, dobbiamo avere e diffondere


speranza e soprattutto fiducia in se stessi. Dichiarare che siamo governati


da uomini senza scrupoli, oppure da dèmoni, da forze del male, da alieni, da


chiunque sia visione e concezione esclusiva di pochi, è devastante e analogo


a chi ci "conforta" con i misteri della fede su false religioni di falsi dei.


Non sto dicendo che chi "vede", percepisce la madonna, i dèmoni, gli alieni


sia in malafede. Anzi! Sicuramente è la Verità, la loro Verità, quella di cui


necessitano e non c'è dubbio che, durante quelle visioni, qualcosa accada,


qualcosa che va al di là della percezione "normale".


Ma la stragrande maggioranza dell'umanità, di noi, ha bisogno di pane quotidiano


innanzitutto, di stabilità, di equilibrio, di volontà; questi importantissimi traguardi


si possono raggiungere tramite l'entusiamo, la fiducia, la forza di credere in se


stessi, stando Insieme a chi condivide questo sentire. Non dobbiamo appoggiarci


a niente che possa sostituirci a noi, che ci possa salvare.


Ditemi, se fossimo dominati dagli alieni o dalle forze del male, quali speranze


avremmo (tutti indistintamente) di "salvarci"? E se qualcuno si salvasse, come mai


questi pochi e non altri? Anch'io voglio salvarmi, anche se non vedo niente oltre il


mio naso. Cosa debbo fare? Tagliarmi le vene in lunghezza per dissanguarmi prima?


Proviamo, cari amici, a vedere, nonostante tutto, quanti uomini e donne, per lo più


sconosciuti, sono veramente esseri veri, sinceri, pieni di altruismo e abnegazione verso


il prossimo. Per ogni criminale, anche il più barbaro, esistono almeno dieci, cento persone


che si prodigano, che aiutano, che Amano.


Proviamo a vedere che non c'è tutta questa indifferenza che, anch'io tante volte ho


indicato, nell'umanità. Certo, ognuno prova a fare ciò che è nel suo ambito personale,


tante volte potremmo fare di più; ma solo diffondendo parole di speranza e desiderio


perchè ciò avvenga, si può cercare di cambiare e di aiutarci l'un l'altro.


Solo confidando in noi stessi, nelle ns capacità fisiche e mentali, ce la faremo.


Noi possiamo TUTTO.


Se pensiamo alla morale di solo cent'anni fa, quando era lecito picchiare la propria


moglie con il bastone (non più grosso di un pollice però!), quando la schiavitù era un


fatto normale, quando in tutto il mondo la pena di morte era una consuetudine, non


vediamo dei progressi, dei cambiamenti?


Chi ha voluto tutto questo? Dio, i dèmoni, gli alieni?


A me questo non torna, semplicemente e logicamente.


Certo, quanto c'è ancora da fare, ma anche tutta l'informazione, i mezzi di comunicazione


attuali e quelli che verranno, contribuiranno a diffondere sempre più verità, per


quanto filtrate e incomplete, ma noi dobbiamo essere sempre pronti, aperti


con speranza e volontà di AGIRE, di fare veramente il Bene.


Questo la mia logica mi fa capire con certezza.


Non affidiamoci, non deleghiamo a nessuno i nostri desideri, i nostri


entusiasmi, le nostre intenzioni e i relativi effetti.


Dobbiamo essere certi che la nostra speranza positiva sarà l'unico strumento


in grado di renderci veramente liberi da ogni condizionamento e farà in modo


che il ns Sentire diventi davvero UNICO NELL'ASSOLUTO.



Gianluca




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martedì, aprile 15, 2008





UN UOMO SOLO CONTRO IL POTERE DEL DENARO




 http://www.youtube.com/watch?v=2kTmT4yF9f8




UN PASSO DEL LIBRO




Ogni nuovo assunto della Sicedison viene contraddistinto da un numero di matricola che lo accompagna in ogni momento della sua vita in fabbrica. Spesso la documentazione riporta solo numeri e sigle. Sul libricino "Regolamento interno del personale", che a ognuno viene consegnato all'inizio del rapporto di lavoro, è registrato, per esempio: "Unità S - cv6 -Sig. 919". Sfogliando il Regolamento una norma recita: "Nell'interno dello stabilimento è vietato fumare, anche nei piazzali, nelle vie, nelle officine, sotto le tettoie. E" permesso fumare solo negli ambienti dove la concessione è espressamente indicata da appositi cartelli ben visibili. Perciò, a norma del vigente contratto di lavoro, è stabilito che chi contravviene al divieto è punito con il licenziamento. Il dipendente che intende fumare dovrà farne richiesta al proprio assistente. Ciascun reparto ha speciali medaglie che autorizzano a recarsi nei locali previsti per il fumo. La dotazione di tali medaglie è limitata e pertanto il dipendente è pregato di trattenersi il più breve tempo possibile per consentire ai propri colleghi di usufruire della stessa facilitazione". Ci sono nuovi assunti che diventano fumatori per rompere, con poche brevi soste, i ritmi del duro lavoro.(…) Nelle sale fumo si può sostare solo con la sigaretta accesa e per limitare soste prolungate vengono sguinzagliati i guardiani. Giuseppe C. ha appena retratto la mano dal portacene dove ha spento la sigaretta quando entra un guardiano che gli appioppa una multa. E’ sufficiente una negligenza per perdere il posto dl lavoro. Il regolamento interno della fabbrica non tralascia nulla in termini di disciplina (…) Per evitare infortuni non ci sono consigli, inviti, suggerimenti, ma solo minacciosi divieti e il ricorso a drastici provvedimenti disciplinari. A severe regole, a volte comprensibili, se ne alternano di assurde, banali. Una norma del regolamento ingiunge: "E’ vietato distrarsi". Le foto raffiguranti donne in abiti succinti possono destare pensieri "peccaminosi" e intralciare il diligente lavoro, quindi non vanno affisse e nemmeno intrufolate nei cassetti degli "scrivimpiedi". Sui luoghi di lavoro non ci sono tavoli o sedie, possono indurre alla sosta, al rilassamento, e per i quadristi e i conduttori per le necessità scribacchine, viene messo a disposizione un mobiletto denominato "scrivimpiedi".




 




Ho conosciuto Gabriele Bortolozzo alle riunioni serali del Movimento Consumatori, si tenevano in un locale senza riscaldamento anche in inverno, con sedie di fortuna, e Gabriele era tra i più assidui, sempre disponibile a dare il suo contributo di idee e di azione. Lo reincontro ora nel suo libro e mi sembra di di trovarmelo davanti con quella sua figura imponente e con quella sua faccia limpida e aperta. Il libro è in buona parte la storia di Porto Marghera vissuta in prima persona dall’autore. Non mancano digressioni storiche e riferimenti alla realtà storico-politica nazionale, ma il punto di riferimento rimane sempre saldamente ancorato a Porto Marghera e al Petrolchimico. L’innata modestia impedisce all’autore di parlare in prima persona, ma il lettore avverte che in molti episodi e in molte situazioni Bortolozzo era lì presente e quello che scrive lo ha vissuto sulla sua pelle. Ne viene fuori un ritratto di fabbrica complesso in cui Gabriele si muove con quella disinvoltura che gli deriva dalla personale esperienza ed è proprio questa che gli dà sicurezza nell’esprimere giudizi con l’efficacia di un’estrema sintesi e semplicità, ma anche senza ricorrere ad inutili eufemismi. Stupisce però che, nonostante la forza e la gravità della denuncia, non vi sia animosità e astio nei confronti di alcuno, né volontà polemica perché il discorso è sempre pacato e misurato sia nella forma che nella sostanza. Di qui il valore di una denuncia non pretestuosa e personale contro qualcuno, ma il graduale svelarsi di un sistema in cui si intrecciano in modo inestricabile pesanti intrecci economici, politici e sindacali. In alcuni passi del libro ci si trova di fronte quasi a una Cronica medievale, in cui lo scrittore avvicinando il suo obiettivo, matte in primo piano operai, capireparto, sindacalisti e dirigenti con tanto di nome e cognome facendo di essi i protagonisti diretti della storia quasi a ricordarci che essi hanno contribuito in modo non subalterno a fare la Storia del Petrolchimico e di conseguenza dell’industria italiana. Che legge, inoltre, troverà sparsi i nomi di personaggi che nel bene o nel male hanno caratterizzato gli ultimi decenni della storia italiana e anche nomi di alcuni, allora giovani sconosciuti, che segnano tuttora la storia della città di Venezia. Meraviglia infine la ricchezza di informazione e la partecipata ricostruzione di fatti che, pur accaduti pochi decenni fa, ci sembrano incredibilmente lontani, ma nella rievocazione di Bortolozzo riacquistano la loro dimensione temporale di ieri e dell’altro ieri e quindi di un quasi presente che sta solo dietro l’angolo.




M. Marigonda




 




INVECE DI ANDARE A VOTARE INUTILMENTE,




PROVIAMO AD IMMAGINARE, SOLO IMMAGINARE, DI AVERE




UN BRICIOLO DEL CORAGGIO DI QUESTO SEMPLICE OPERAIO,




EX CONTADINO CHE DA SOLO SI E' MESSO CONTRO IL POTERE




DEI PADRONI DEL MONDO.




E LI HANNO ASSOLTI TUTTI, "PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE"




E NOI VORREMMO CAMBIARE IL MONDO, METTENDO UNA CROCE




SU UN QUALSIASI LURIDO SIMBOLO?




NIENTE DA FARE, PURTROPPO. PRIMA DOBBIAMO CAMBIARE NOI




STESSI E FARE, AGIRE, SEGUIRE QUESTI ESEMPI.




I PROSSIMI PASSI : NO DAL MOLIN, NO TAV, NO PONTE SULLO STRETTO.




E, PENSATECI BENE: ANCHE SE AVESSE "VINTO" VELTRONI, LE




BASTONATE SULLE TESTE DEI MANIFESTANTI (CHE CI SARANNO PURTROPPO)




SAREBBERO STATE UGUALI IDENTICHE.




Gianluca



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venerdì, aprile 11, 2008

















Due anni fa, scrissi un post che riguardava le elezioni, pubblicando


un'immagine che ritraeva Berlusconi e Prodi, i contendenti all'ennesima


sfida. Affermai l'inutilità di un voto favorevole a qualsiasi partito; c'è chi mi


diede dello stupido, urlando l' assurdità delle  mie affermazioni.


E' inutile ricordare come andò.


Oggi ci risiamo.


Quando passo per le vie della mia città e vedo tutti i cartelloni, i falsi sorrisi,


e le bugie più devastanti scritte a caratteri cubitali, veramente mi sento uno


stupido e cretino


Ancora oggi, osservando la moderazione di Veltroni, le parole pacate e il


"coraggio" di buttare fuori gli estremisti di sinistra (assoluta bugia perchè


è l'unico modo per rendersi più credibile verso certi elettori e soprattutto


gli garantirebbe una maggioranza non ricattabile) quasi, quasi mi convincerei


pure io che sarebbe meglio preferirlo all'offensivo, pregiudicato caduto in


prescrizione, rappresentante di quel capitalismo fondato su raccomandazioni,


favoritismi, e nefandezze varie. Rappresentante della ns più bella identità:


la furbizia!




Niente da fare, ragazzi. Non mi fregano nemmeno stavolta; non andrò a votare




e, badate bene, non scrivo per convincervi di nulla.




Ognuno faccia come crede, come sente ed è giusto così.




Ma, magari, tra due anni forse saremo qui a riparlarne.




E sapete perchè? Per un semplice motivo: di mezzo c'è un fiume, un




mare, un oceano di DENARO!


Soldi, solo i soldi, cari amici.  Solo per questo, i contendenti sprecano la


loro vita con la massima abnegazione, non per il bene del paese, dei poveri,


delle donne, per il futuro dei ns figli.




Loro dicono : <faremo, cambieremo, miglioreremo> tutto rivolto al futuro,




mentre al presente intascano, arraffano, prendono, più che possono,




tutelati da una serie di privilegi che MAI nessuno dei contendenti in questi




ultimi 60 anni repubblicani si è sognato di cambiare durante




la legislatura e tantomeno promettere di  modificare, eliminare, in campagna elettorale.




Privilegi da far accaponare la pelle, mentre siamo ridotti sul lastrico.




Ed io, dovrei delegare al moderato o all'arrogante di turno, la mia mente?




Questo significa davvero essere pecora di gregge, cervello all'ammasso, cecità


assoluta.




C'è chi mi dice che non votare, favorisce di più questo sistema sbagliato.




Non sono d'accordo; è solo non riconoscendo l'apparato che gli uomini




possono cambiare. Non è "colpa" dei contendenti se essi sono, si comportano




così. E' la macchina mostruosa del denaro ad ogni costo, del potere imposto,


sul sangue, sull'indifferenza, sull'ipocrisia, sulla furbizia dei singoli e riconosciuta


e legittimata attraverso il voto che fa in modo che noi, tutti noi, ora, siamo ridotti


così.




C'è chi è morto per conquistare il diritto di voto. Ed è vero, sacrosanto. Ma oggi,




non votare (questo sistema demenziale e orribile, grondante sangue innocente)




è voler affermare la propria LIBERTA' e PROTESTA CIVILE .




E' veramente INIZIARE un nuovo corso, dare un inizio di svolta, un'inversione,




un segnale straordinario di protesta.




Pensiamo un attimo, un secondo solo: se nessuno, NESSUNO, andasse al voto,




cosa succederebbe?







Avremmo paura di non essere governati? Avremmo paura di essere allo sbando,




alla deriva, di essere pecore senza pastore?




Cosa potremmo temere? Peggio di così.....




Auguri, comunque, e facciamo cosa sentiamo dentro e sarà la cosa più




giusta per ognuno di noi.




Queste parole, sono solo riflessioni dettate da un'utopia.


Quale? 




Mettere il CUORE davanti ai soldi.


Gianluca
















 
















 
















 
















 



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lunedì, aprile 07, 2008



UNA PERSONA VERA


 


Mi è sempre piaciuto Lorenzo, con quel suo modo scanzonato


di prendere la vita, di cantare, ballare, di vestirsi e di parlare.


Avete visto che ha sempre il sorriso, dietro quei baffi e quella barba


assurda?


E l'ultima canzone "A Te", un vero inno all'amore, all'Amore Vero


scritto così semplicemente, pieno di ripetizioni, così facile che


chiunque di noi potrebbe averlo scritto.


Infatti sono le cose più semplici, le più vere, le più profonde e le più


comprensibili. Ma esse nascono da una grande sensibilità, la stessa


che gli ha sempre fatto dire "sono contrario a qualunque guerra, sempre"


e la stessa che gli ha fatto dire, dopo la nascita di sua figlia:


"prima era come il fiume, ora è come il Mare"



Non è straordinariamente meraviglioso?



Gianluca



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sabato, marzo 29, 2008





EPPURE....







E' così semplice, davvero.




Guardate quest'immagine: sembra così lontana




quella fonte di Luce, eppure quelle mani, le nostre mani




l'avvolgono e ne sono avvolte completamente.




Perchè ci ostiniamo a voler considerare separata, lontanissima




quella fonte, quando essa ci regala tutta la sua bellezza, la




sua purezza che diventa naturalmente nostra.




Dobbiamo diventare consapevoli di questo,




senza ansie, paure, angosce.




E' giusto, bello cercare, voler vedere




ma è ancora più meraviglioso comprendere




che quella Luce è NOI, completamente NOI.




Così, semplicemente.




Gianluca


(vero Ambra?...e non solo)



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giovedì, marzo 27, 2008


LA VERA LIBERAZIONE




(sfuggire dai contrari)




















……….. Voi questa sera avete udito la conclusione di Kempis alla raccolta che state preparando e siete rimasti dubbiosi sul significato di “liberazione”, di quella liberazione alla quale egli accenna.



Dobbiamo rifarci ancora all’insegnamento del fratello Claudio, quando vi esortava a conoscere voi stessi. Voi ricorderete che vi diceva: “ iniziate subito questa opera di unificazione dell’essere vostro,di conoscenza del vostro intimo, perché se non la inizierete subito, la vostra liberazione giungerà più tardi.



La liberazione passa coercitivamente da questa opera di introspezione.



Che cosa significa liberarsi?



Significa far cadere dai propri occhi – dicevamo – dalla propria percezione, il velo della illusione.



Significa sottrarsi al gioco dei contrari perché, figli cari, molti hanno parlato di uno stato di intima tranquillità, di pace, di serenità. Non occorre rifarsi ai santi, ai mistici; anche i poeti e gli artisti hanno questi momenti di equilibrio, di pace interiore. Ma ciò non significa che questi abbiano raggiunto quella liberazione della quale noi parliamo perché – vedete – molte volte quella tranquillità, quella pace rammentata dai mistici e dai poeti, è una tranquillità che segue, come reazione, ad una violenta tempesta interiore. E quella pace interiore non è che il preludio ad un altro, ancora più violento intimo travaglio.



Questa non è questa non è quella pace che da quella liberazione della quale noi vi parliamo. Questa è una pace che fa parte del gioco dei contrari, dell’intimo travaglio a cui succede un’intima tranquillità; è l’intima tranquillità che da luogo ad una tempesta interiore.



Quella liberazione della quale noi parliamo, ripeto, è una liberazione dalla illusione,dal gioco del divenire, dal gioco degli opposti.



Che l’uomo sia soggetto a questo gioco non c’è bisogno che io ve lo dica; lo stesso ripetersi nei cicli, nella storia, nella cultura, nel pensiero, lo dimostra. Dal misticismo si passa al materialismo; dal materialismo si passa ad una diversa forma di misticismo, perché sempre misticismo è anche il romanticismo; dal romanticismo si passa al verismo e così via, tutto un insieme di contrari che si rincorrono.



Raggiungere la liberazione interiore significa comprendere questo gioco che nasce nell’intimo di ciascuno di noi e, dall’intimo di ognuno di noi alla società, alla storia, alla cultura, perché la società, la storia, la cultura, il pensiero sono formati dall’intimo dell’uomo; non sono nemesi , non sono influenze che vengono dall’esterno: vengono dall’intimo, dall’interno di ciascuno di voi che formate la società, che costituite l’umanità.



E se ciascuno di voi raggiungerà quella liberazione della quale vi parliamo, che è un fatto del presente – ricordatelo, altrimenti sarebbe un divenire anch’essa e non un”essere”-, se ciascuno di voi raggiunge questa libertà, allora si avrà l’umanità libera, la cultura libera,il pensiero libero.



La liberazione è sempre un fatto del presente perché, ripeto, se voi pensate anche di condurre una vita retta per giungere a questa liberazione, voi seguite ancora il divenire. Questo lo sapete. E non seguite altro che il gioco dei contrari;



voi fate qualcosa per ottenere qualcosa, voi cercate di divenire diversi da come siete.



Mentre la liberazione nel presente è uno stato di “essere” e questa è una possibilità che ciascun microcosmo ha, fin dal momento in cui ha consapevolezza di se stesso. Ricordatelo.



Un’altra cosa sola voglio aggiungere: se voi vi soffermate sul significato di liberazione, come avete fatto questa sera, ciò significa che non avete compreso molto chiaramente ancora, il valore di ciò che vi è stato detto a proposito dell’”io”. Quanto cambi nella costituzione e nella realtà dell’individuo il fatto che l’ “io” sia una errata percezione, il fatto che l’ “io” non trovi riscontro nella realtà individuale.



Questo è molto più importante del significato della liberazione, e direi anzi che comprendendo questo si comprende in pieno ciò che significa, per noi, liberazione di voi stessi.


















Dali (Sintesi, 1973)

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mercoledì, marzo 26, 2008



Ecco, questa immagine racchiude tutto ciò che sei,


Angelo,


un uomo, un uccello, una bimba, la terra, il cielo,


l'Amore.


Bellissimo!



(Angelo D'Arrigo-due anni di volo Infinito)




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martedì, marzo 25, 2008





19 ANNI, l'età di mio figlio




 




Come li abbiamo ridotti i nostri figli; come abbiamo potuto togliere loro




tutto, tutti i valori, gli ideali, i sogni?




Soprattutto i sogni.




Così loro si sono messi davanti a delle casse acustiche enormi,




in pratica davanti ad un niente che urla, che spacca i timpani e lo




stomaco e per perdere pure il cervello abbiamo dato loro la merda




chimica; così fino a 30.000 giovani si radunano davanti ad un niente




che li stordisce, li sconvolge e poi li ammazza.




I giovani, il futuro, mio figlio, i figli di tutti noi. Perchè siamo noi i genitori




di adesso, noi che abbiamo avuto ben altri genitori.




Anche se è sconvolgente pure pensarlo erano meglio i giovani della




gioventù fascista o la Hitlerjugend, perchè almeno crescevano e morivano




per un ideale, sicuramente sbagliato e condizionato, ma pur sempre




un Ideale.




Adesso la loro vita, vale 100.000 watt di un niente che urla.




Adesso la loro vita è una pasticca di putridume chimico.




Adesso la loro vita si schianta tra le lamiere di macchine inutili




dopo ore di sonno perduto e alcool e droghe nelle vene.




Senza nemmeno ricordare chi hanno conosciuto due ore prima.




Nemmeno si guardano, si cercano più, fare l'amore è sesso




senza motivazione, senza senso.




Noi genitori ne siamo responsabili, dobbiamo invertire questo




stato di cose, dobbiamo restituire loro i sogni, basta illusione,




riti inutili e assenza di resposanbilità.




Diamo loro dei compiti, importanti, consideriamoli uomini,




chiediamo loro AIUTO.




Loro devono salvare noi e così la loro vita avrà un senso.




Proviamo, vi prego, genitori di oggi.




Non è utopia sognare...ancora.







Gianluca






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Ieri, solo ieri ho visto questo spettacolo  di questo mondo.


Fine marzo, gli occhi che si perdono accecati dal riverbero.


Nuvoloni scuri, densi di pioggia e neve.


La mente finalmente immobile, ferma, senza alcun moto


a disturbare una quiete sconfinata.


L'unico rumore, la voce del vento.


Io, non più io, corpo di uomo,


ma solo aria, neve, bianco.


Così,


comprensione.



Gianluca



postato da leonatopo alle 17:06 commenti (2)

venerdì, marzo 21, 2008





....perchè siano giorni di VERA LETIZIA.....




non perdiamo tempo in inutili riti e sterili, vuote spiritualità...




http://www.aiutiamoletizia.it/pages/home.aspx


attenzione: il codice IBAN della banca è : IT98F0103074310000000136702


(nel sito appare ancora il n. di c/c)


 



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